Pensione ai superstiti
Pensione di reversibilità 2026: a chi spetta, quote e cumulo
Chi ha diritto alla pensione di reversibilità nel 2026, quale quota spetta a coniuge e figli, quando i redditi propri la riducono e da quando viene pagata.

Se il tuo coniuge muore, hai diritto a una parte della sua pensione: il 60 % se sei da solo, di più se ci sono figli a carico, dal primo giorno del mese successivo al decesso. La quota si riduce solo quando i tuoi redditi superano 3 volte il trattamento minimo, cioè 23.862,15 € l'anno nel 2026, e mai se nel nucleo ci sono figli minori, studenti o inabili.
Reversibilità o indiretta: dipende da chi è morto
La pensione ai superstiti ha due nomi, a seconda della posizione di chi è venuto a mancare.
Reversibilità: il defunto era già pensionato. La sua pensione «si rovescia» sui familiari, che ne ricevono una quota.
Indiretta: il defunto lavorava ancora, o comunque non aveva ancora una pensione. Spetta se aveva almeno 15 anni di assicurazione e contribuzione, cioè 780 contributi settimanali, oppure almeno 5 anni (260 settimane) di cui almeno 3 anni (156 settimane) nei cinque anni precedenti il decesso. Se non raggiunge nessuno dei due requisiti, ai superstiti non spetta una pensione ma solo l'indennità di morte o l'indennità una tantum. Il controllo lo fa l'INPS sull'estratto conto; se vuoi anticiparlo, impara a leggere l'estratto conto.
Beneficiari, quote, regole sui redditi e decorrenza sono identici. Cambia la base del calcolo: per la reversibilità è la pensione già in pagamento; per l'indiretta è la pensione che il lavoratore avrebbe ottenuto alla data del decesso, calcolata con le regole ordinarie.
Chi ha diritto alla pensione ai superstiti
La legge fissa un ordine. Chi viene prima esclude chi viene dopo.
- Coniuge o parte dell'unione civile, anche se separato (con le regole che trovi più sotto).
- Figli fino a 18 anni, senza altre condizioni; figli studenti a carico del defunto e senza un lavoro stabile, fino a 21 anni se frequentano la scuola media, professionale o il secondo ciclo di istruzione e fino a 26 anni se sono all'università, entro la durata legale del corso; figli inabili al lavoro a carico, senza limite di età. I nipoti minorenni mantenuti dai nonni sono equiparati ai figli.
- Genitori, solo se non ci sono né coniuge né figli: devono essere a carico del defunto, avere compiuto 65 anni alla data del decesso e non avere una pensione propria.
- Fratelli e sorelle, solo in mancanza di tutti i precedenti: inabili al lavoro, a carico e senza pensione.
Il convivente di fatto non ha diritto alla reversibilità, nemmeno dopo una lunga convivenza. Chi è separato o divorziato può averlo, a certe condizioni.
Le quote: quanto spetta a coniuge, figli e genitori
La quota è una percentuale della pensione del defunto e dipende da chi compone il nucleo dei superstiti.
| Beneficiari | Quota della pensione del defunto | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Solo coniuge | 60 % | |||||||
| Coniuge e 1 figlio | 80 % | |||||||
| Coniuge e 2 o più figli | 100 % | |||||||
| 1 figlio solo | 70 % | |||||||
| 2 figli soli | 80 % | |||||||
| 3 o più figli soli | 100 % | |||||||
| Ciascun genitore | 15 % | |||||||
| Ciascun fratello o sorella | 15 % | |||||||
| Le quote si sommano fino al 100 %. Fonte: art. 13 del r.d.l. 636/1939 (60 % al coniuge, 20 % per figlio con il coniuge, 40 % per figlio senza coniuge); il figlio solo passa al 70 % per l'art. 1, c. 41, della legge 335/1995. | ||||||||
Le quote si sommano fino al 100 % e non oltre. Quando un beneficiario perde il diritto, per esempio un figlio che termina gli studi, l'INPS ricalcola la quota degli altri: la vedova con un figlio che diventa indipendente torna al 60 %.
Esempio. Pensione del defunto: 1.500 € lordi al mese. Al coniuge da solo spetta il 60 %, cioè 900 €. Con un figlio minorenne a carico la quota è l'80 %: 1.200 €, in un'unica pensione pagata al coniuge. Due figli orfani di entrambi i genitori ricevono insieme l'80 %, 1.200 €, divisi in parti uguali.
Se il defunto aveva più pensioni, la reversibilità si calcola su ciascuna. Se la pensione del defunto era integrata al trattamento minimo, anche la reversibilità può esserlo (611,85 € al mese nel 2026), purché i tuoi redditi restino sotto i limiti che l'INPS verifica ogni anno.
Se hai redditi tuoi: il cumulo e i tagli
La reversibilità al coniuge o ai genitori si riduce quando il beneficiario ha redditi propri alti. La legge 335/1995 fissa scaglioni di reddito, misurati sul trattamento minimo annuo dell'anno in corso (7.954,05 € nel 2026).
| Reddito annuo del superstite | Riduzione | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| oltre 3 volte il minimo (23.862,15 € annui) | −25 % | |||||||
| oltre 4 volte il minimo (31.816,20 € annui) | −40 % | |||||||
| oltre 5 volte il minimo (39.770,25 € annui) | −50 % | |||||||
| Nessuna riduzione se nel nucleo ci sono figli minori, studenti o inabili. Fonte: legge 335/1995, tab. F; INPS circ. 153/2025. | ||||||||
Quali redditi contano: quelli assoggettabili all'IRPEF, al netto dei contributi previdenziali. Non contano la reversibilità stessa, il TFR e le sue anticipazioni, il reddito della casa in cui vivi e gli arretrati soggetti a tassazione separata. La tua pensione diretta, lo stipendio e gli affitti contano.
Due protezioni limitano il taglio.
Nessuna riduzione con figli a carico. Se nel nucleo ci sono figli minorenni, studenti o inabili, la pensione resta piena qualunque sia il tuo reddito (nucleo con figli minori, studenti o inabili).
Il taglio non può superare il reddito in più. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 162/2022, ha stabilito che la riduzione non può mai superare la parte di reddito che eccede la soglia della fascia. Prima di questa sentenza chi superava il limite anche di poco perdeva una fetta intera di pensione; oggi perde al massimo quel poco.
Esempio. Vedova senza figli a carico, reversibilità di 900 € lordi al mese, reddito proprio di 26.000 € l'anno. Il reddito supera la prima soglia (23.862,15 €) ma non la seconda: il taglio teorico è del 25 %, cioè 225 € al mese, 2.925 € su tredici mensilità. Il reddito in più rispetto alla soglia è però di soli 2.137,85 €: per la sentenza 162/2022 il taglio si ferma lì, circa 164 € al mese. La pensione scende a circa 736 € invece che a 675 €.
L'INPS applica la riduzione in via provvisoria, sui redditi che dichiari, e la rivede quando conosce quelli effettivi. Se i tuoi redditi cambiano molto, comunicalo: eviti un conguaglio pesante l'anno dopo.
Attenzione. Il controllo è sul reddito annuo del beneficiario, non su quello della famiglia. Se vai in pensione tu a tua volta, la tua pensione diretta entra nel conteggio e la reversibilità può scendere di fascia dall'anno successivo.
Coniuge separato o divorziato
Separazione senza addebito: hai gli stessi diritti del coniuge convivente. Separazione con addebito a tuo carico: hai diritto alla reversibilità solo se il tribunale ti aveva riconosciuto l'assegno alimentare.
Divorzio: l'ex coniuge ha diritto alla reversibilità se, al momento del decesso, era titolare dell'assegno divorzile, non si era risposato e il rapporto di lavoro del defunto era iniziato prima della sentenza di divorzio. Se il defunto si era risposato, la pensione viene divisa dal tribunale tra l'ex coniuge e il coniuge superstite, in base soprattutto alla durata dei due matrimoni. La ripartizione la decide solo il tribunale: senza la sentenza l'INPS non può dividere la pensione tra i due.
Nuovo matrimonio: cosa si perde
Il coniuge superstite che si risposa perde la reversibilità dal mese successivo al nuovo matrimonio. In cambio riceve una somma una tantum, la cosiddetta doppia annualità, calcolata sull'importo della pensione che stava ricevendo, tredicesima compresa. Non si recupera il diritto in caso di una seconda vedovanza o di divorzio dal nuovo coniuge. La quota dei figli, invece, resta e viene ricalcolata come se il genitore superstite non ci fosse più fra i beneficiari.
Una convivenza, anche stabile, non fa perdere la reversibilità: solo il matrimonio o l'unione civile.
Rivalutazione, integrazione al minimo e tasse
La reversibilità è una pensione a tutti gli effetti. Ogni gennaio si rivaluta con la perequazione: per il 2026 l'indice provvisorio è 1,4 %, pieno fino a 4 volte il minimo e ridotto sopra, con conguaglio a gennaio 2027. Le regole complete sono nella guida alla rivalutazione 2026.
È tassata come reddito da pensione, con l'IRPEF e le addizionali. Se hai anche una pensione tua, le due si sommano nel calcolo dell'imposta: il netto complessivo è più basso della somma dei due netti separati. Trovi i passaggi nella guida alla pensione netta.
La reversibilità conta come reddito per l'assegno sociale e per le maggiorazioni sociali: chi la riceve di solito supera il limite per l'assegno, ma non sempre.
Come fare domanda e da quando decorre
La domanda si presenta all'INPS in tre modi: online sul sito INPS con SPID, CIE o CNS; tramite il contact center; tramite un patronato o un intermediario abilitato, gratuitamente. Servono i dati del defunto, il tuo codice fiscale, l'IBAN e, se ci sono figli studenti o inabili, i documenti che lo attestano. Per l'ex coniuge serve la sentenza con l'assegno divorzile.
La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso, qualunque sia la data della domanda. Gli arretrati arrivano con la prima rata. La rata del mese in cui è avvenuto il decesso spetta per intero agli eredi, che la chiedono con una domanda separata di ratei maturati e non riscossi.
Nota. Il diritto non si perde se la domanda è tardiva, ma gli arretrati molto vecchi possono cadere in prescrizione. Se il decesso è recente, presenta la domanda nelle prime settimane: la prima rata arriva prima e non rischi nulla.
Dopo la liquidazione, la reversibilità viene pagata con il calendario ordinario delle pensioni, insieme alla tredicesima a dicembre. Prima di prendere decisioni che toccano il reddito o lo stato civile, verifica la tua posizione con l'INPS o con un patronato.
Fai i conti
Domande frequenti
La pensione di reversibilità spetta al coniuge divorziato?
Sì, se al momento del decesso percepiva l'assegno divorzile stabilito dal tribunale, non si è risposato e il rapporto di lavoro del defunto è iniziato prima della sentenza di divorzio. Se il defunto si era risposato, la pensione viene divisa tra ex coniuge e nuovo coniuge dal tribunale, che tiene conto soprattutto della durata dei due matrimoni.
Quanto prende la vedova con un figlio a carico?
L'80 % della pensione del coniuge defunto, che sale al 100 % con due o più figli. Finché il figlio è minorenne, studente o inabile non si applica nessuna riduzione per i redditi della vedova.
Se lavoro perdo la reversibilità?
No. Lavorare non fa perdere il diritto. La pensione si riduce del 25 % solo se il tuo reddito annuo supera 23.862,15 € (valore 2026), del 40 % oltre 31.816,20 € e del 50 % oltre 39.770,25 €. La riduzione non può comunque superare la parte di reddito che eccede la soglia (Corte costituzionale, sentenza n. 162/2022).
Cosa succede alla reversibilità se mi risposo?
Il diritto cessa dalla data del nuovo matrimonio. In cambio l'INPS liquida una somma una tantum, la cosiddetta doppia annualità, calcolata sull'importo della pensione in godimento, tredicesima compresa. I figli conservano la loro quota, che viene ricalcolata.
Da quando viene pagata la pensione di reversibilità?
Dal primo giorno del mese successivo al decesso, qualunque sia la data della domanda: gli arretrati arrivano con la prima rata. La rata del mese in cui è avvenuto il decesso spetta per intero agli eredi. Poi il pagamento segue il calendario ordinario dell'INPS.
Fonti
- Regio decreto-legge 14 aprile 1939, n. 636, art. 13 — aliquote della pensione ai superstiti: 60 % al coniuge, 20 % per ciascun figlio con il coniuge, 40 % per ciascun figlio senza coniuge, 15 % a ciascun genitore e a ciascun fratello o sorella; limiti di età dei figli (14 aprile 1939)
- Legge 8 agosto 1995, n. 335, art. 1, comma 41 — elevazione al 70 % per i soli figli, cumulo con i redditi del beneficiario nei limiti della Tabella F ed esenzione per i nuclei con figli minori, studenti o inabili (8 agosto 1995)
- INPS, circolare n. 153 del 19 dicembre 2025 — rinnovo delle pensioni 2026, perequazione, importi e limiti di reddito (19 dicembre 2025)
- Corte costituzionale, sentenza n. 162/2022 — cumulo tra pensione ai superstiti e redditi del beneficiario
- INPS, circolare n. 185 del 18 novembre 2015 — requisiti contributivi della pensione indiretta, familiari aventi diritto, limiti di età dei figli studenti e dei genitori (18 novembre 2015)


