Dal lordo al netto

Pensione netta 2026: dal lordo al netto con IRPEF e detrazioni

Come si calcola la pensione netta 2026: IRPEF a tre scaglioni dal 23 % al 43 %, detrazione fino a 1.955 €, addizionali regionale e comunale su 13 mensilità.

Calcolatrice, penna e cedolino della pensione su una scrivania ordinata

La pensione netta è il lordo meno tre voci: l'IRPEF, che nel 2026 ha tre scaglioni dal 23 % al 43 %, la detrazione per i pensionati che la riduce, e le addizionali regionale e comunale. Su una pensione modesta la detrazione pesa molto: fino a 8.500 € di reddito annuo azzera del tutto l'imposta. Qui trovi i passaggi, uno per volta, e un esempio completo.

Primo passo: il reddito su cui si calcola l'imposta

La base di calcolo è la pensione lorda annua, cioè l'importo lordo mensile per tredici mensilità: dodici rate più la tredicesima. Su questa cifra l'INPS, come sostituto d'imposta, calcola e trattiene ogni mese le imposte, come fa un datore di lavoro con lo stipendio. Se hai altri redditi, per esempio un affitto, un lavoro occasionale o una seconda pensione pagata da un altro ente, l'INPS non li conosce: il conto definitivo si fa con la dichiarazione dei redditi.

Il reddito imponibile IRPEF è la pensione lorda meno gli oneri deducibili, come i contributi versati a un fondo pensione (deducibili fino a 5.300,00 € l'anno). Per la maggior parte dei pensionati coincide con la pensione lorda annua.

Secondo passo: l'IRPEF lorda con i tre scaglioni

La legge di bilancio 2026 (legge 199/2025) ha fissato le aliquote in vigore quest'anno.

Scaglioni IRPEF 2026
Reddito imponibileAliquota
da 0 € a 28.000 €23 %
da 28.000 € a 50.000 €33 %
oltre 50.000 €43 %
Fonte: legge 199/2025 (legge di bilancio 2026).

Gli scaglioni sono progressivi: la seconda aliquota si applica solo alla parte di reddito che supera 28.000 €, la terza solo alla parte oltre 50.000 €. "Passare di scaglione" non fa mai pagare di più su tutto il reddito, solo sulla parte eccedente. Il risultato di questo passaggio è l'IRPEF lorda, da cui si tolgono le detrazioni.

Terzo passo: la detrazione per i pensionati

L'art. 13, comma 3, del TUIR riconosce a chi ha redditi da pensione una detrazione che abbassa l'IRPEF lorda. L'importo dipende dal reddito complessivo e segue quattro fasce.

  • Reddito fino a 8.500 €: detrazione di 1.955 €. La detrazione effettiva non può comunque scendere sotto 713 €: il minimo serve a chi ha percepito la pensione solo per una parte dell'anno, perché la detrazione si rapporta ai mesi.
  • Da 8.500 € a 28.000 €: 700 € più 1.255 € × (28.000 € − reddito) ÷ 19.500. Il risultato scende man mano che il reddito sale, da 1.955 € a 700 €.
  • Da 28.000 € a 50.000 €: 700 € × (50.000 € − reddito) ÷ 22.000. Si azzera a 50.000 €.
  • Oltre 50.000 €: nessuna detrazione.

A queste si aggiunge un importo fisso di 50 € per chi ha un reddito complessivo tra 25.000 € e 29.000 €.

L'INPS applica la detrazione in dodicesimi su ogni rata ordinaria, calcolandola sulla pensione che paga. Se hai altri redditi, la detrazione effettiva è più bassa di quella applicata: la differenza emerge con la dichiarazione dei redditi.

Nota. La detrazione per pensione non si cumula con quella per lavoro dipendente: se nello stesso anno hai avuto stipendio e pensione, scegli la più favorevole in dichiarazione. Le detrazioni per carichi di famiglia e per spese (mediche, ristrutturazioni) sono voci diverse e si aggiungono.

La no tax area: perché sotto una soglia non si paga IRPEF

Nessuna legge fissa la "no tax area" come cifra a sé: è una conseguenza della detrazione. Fino a 8.500 € di reddito l'IRPEF lorda è il 23 % di 8.500 €, cioè 1.955 €: esattamente l'importo della detrazione. Imposta lorda e detrazione si annullano, l'IRPEF netta è zero. Sopra quella soglia l'imposta parte in modo graduale, perché la detrazione scende mentre l'imposta lorda sale.

Zero IRPEF significa anche zero addizionali: l'addizionale regionale è dovuta solo se per lo stesso anno è dovuta l'IRPEF netta (art. 50 del d.lgs. 446/1997), e la stessa regola vale per la comunale. Chi ha la sola pensione minima, 7.954,05 € l'anno, non paga né IRPEF né addizionali.

Attenzione. La soglia vale per il reddito complessivo. Una pensione sotto 8.500 € sommata a un affitto o a un'altra pensione può superarla: in quel caso l'IRPEF torna dovuta e arriva con la dichiarazione dei redditi o con il conguaglio.

Quarto passo: le addizionali regionale e comunale

L'addizionale regionale all'IRPEF la decide ogni Regione: l'aliquota base è 1,23 %, ma le Regioni possono alzarla per scaglioni fino al 3,33 %, il massimo applicato dalle Regioni in disavanzo sanitario sui redditi alti. L'addizionale comunale la decide il Comune di residenza: può essere pari a 0 % e per legge non può superare lo 0,8 % (art. 1, comma 3, del d.lgs. 360/1998); l'unica deroga è Roma Capitale, che dal 2011 può arrivare allo 0,9 %. Molti Comuni prevedono una soglia di esenzione per i redditi bassi.

Entrambe si calcolano sul reddito imponibile IRPEF, senza detrazioni, quindi pesano anche quando l'IRPEF netta è piccola. Contano la Regione e il Comune in cui hai il domicilio fiscale al primo gennaio dell'anno a cui si riferisce il reddito: se ti trasferisci, il cambio ha effetto sull'anno successivo.

Come le trattiene l'INPS: a rate, l'anno dopo

Le addizionali funzionano diversamente dall'IRPEF, che viene trattenuta mese per mese sullo stesso anno. Le addizionali dovute su un anno si calcolano a conguaglio e si trattengono nell'anno successivo, in un massimo di 11 rate mensili: nel cedolino INPS vanno da gennaio a novembre. L'acconto dell'addizionale comunale per l'anno in corso, invece, è pari al 30 % dell'addizionale calcolata sul reddito imponibile dell'anno precedente e si trattiene in un massimo di 9 rate a partire da marzo. Sulla tredicesima di dicembre non c'è nessuna rata.

Sul cedolino le trovi come voci distinte: addizionale regionale dell'anno precedente, addizionale comunale a saldo, addizionale comunale in acconto. Se la pensione è iniziata nell'anno, le addizionali del primo anno arrivano quindi tutte insieme, a rate, dal gennaio successivo: è uno dei motivi per cui il netto del secondo anno di pensione può essere più basso del primo.

Quinto passo: dal netto annuo al netto mensile

Il netto annuo è la pensione lorda meno IRPEF netta e addizionali. Per il netto di una rata ordinaria dividi per tredici. Le mensilità però non sono tutte uguali: da gennaio a novembre ci sono le rate delle addizionali, a dicembre c'è la tredicesima, che paga l'IRPEF ma non ha la detrazione mensile né le addizionali. A gennaio, infine, si somma il conguaglio IRPEF dell'anno precedente, a credito o a debito. Per le date in cui arriva ogni rata vedi il calendario dei pagamenti 2026.

Esempio. Pensione lorda di 20.000 € l'anno, cioè 1.538,46 € al mese per tredici mensilità, nessun altro reddito, Regione con addizionale all'1,73 % e Comune allo 0,8 %.

IRPEF lorda: 23 % di 20.000 = 4.600 €.

Detrazione: 700 + 1.255 × (28.000 − 20.000) ÷ 19.500 = 700 + 514,87 = 1.214,87 €.

IRPEF netta: 4.600 − 1.214,87 = 3.385,13 €.

Addizionale regionale: 1,73 % di 20.000 = 346 €. Addizionale comunale: 0,8 % di 20.000 = 160 €.

Totale imposte: 3.385,13 + 346 + 160 = 3.891,13 €. Netto annuo: 20.000 − 3.891,13 = 16.108,87 €, cioè 1.239,14 € al mese su tredici mensilità, ipotizzando una pensione uguale all'anno prima (così le addizionali in trattenuta sono le stesse).

Nota. Dal netto fiscale possono scendere altre trattenute che non sono tasse: la rata di una cessione del quinto, un pignoramento, la quota sindacale, il recupero di un indebito. Compaiono sul cedolino con voci proprie e non dipendono dal reddito.

Se la pensione è appena iniziata, nel primo anno non ci sono rate di addizionali e il netto è un po' più alto: dal secondo anno in poi si assesta. Se invece è aumentata con la rivalutazione, l'aumento lordo si riduce di IRPEF e addizionali prima di arrivare sul conto.

Calcola la tua pensione netta

Inserisci la pensione lorda annua o mensile, scegli le aliquote della tua Regione e del tuo Comune e il calcolatore ripete i passaggi di questa pagina, uno per uno, sul tuo importo.

Calcolatore gratuito Calcolo pensione netta Dal lordo annuo al netto mensile con IRPEF 2026, detrazione per pensionati e addizionali regionale e comunale.

Il risultato è una stima su sola pensione: con altri redditi, detrazioni per familiari o spese detraibili il conto finale lo fa la dichiarazione dei redditi. Per il tuo caso specifico chiedi all'INPS, a un patronato o a un CAF.

Correzione (26 ottobre 2026): il tetto dell'addizionale comunale indicato in questa pagina era lo 0,9 %. Il limite di legge è lo 0,8 % (art. 1, comma 3, del d.lgs. 360/1998): lo 0,9 % è la deroga di cui gode la sola Roma Capitale.

Correzione (15 ottobre 2026): il tetto di deducibilità dei contributi alla previdenza complementare citato in questa pagina era quello fino al 2025 (5.164,57 € l'anno). Dal periodo d'imposta 2026 è di 5.300 € (art. 8, c. 4, d.lgs. 252/2005, modificato dalla legge 199/2025).

Fai i conti

Domande frequenti

Quante tasse si pagano sulla pensione?

Dipende dal reddito annuo. Si parte dall'IRPEF lorda per scaglioni (23 % fino a 28.000 €, 33 % fino a 50.000 €, 43 % oltre), si toglie la detrazione per i pensionati e si aggiungono le addizionali regionale e comunale. Il calcolatore in pagina mostra ogni passaggio per il tuo importo.

Qual è la no tax area dei pensionati nel 2026?

Non è una cifra fissata da una legge, ma l'effetto della detrazione: fino a 8.500 € di reddito la detrazione di 1.955 € è uguale all'IRPEF lorda (23 % di 8.500 €) e l'imposta netta è zero. Sotto quella soglia non si pagano nemmeno le addizionali.

Perché a gennaio la pensione netta è più bassa?

A gennaio l'INPS fa il conguaglio IRPEF dell'anno precedente e fa ripartire le rate delle addizionali regionale e comunale, che a dicembre non si pagano. Se il conguaglio è a debito, la rata di gennaio scende anche se il lordo è salito con la rivalutazione del 1,4 %.

La tredicesima della pensione è tassata?

Sì, con le stesse aliquote IRPEF delle altre mensilità, ma senza la detrazione mensile (che spetta per dodici mesi) e senza le trattenute per addizionali. Per questo il netto di dicembre non è esattamente il doppio di quello di novembre.

Le addizionali si pagano anche con la pensione minima?

No. L'addizionale regionale è dovuta solo se per lo stesso anno è dovuta l'IRPEF netta (art. 50 del d.lgs. 446/1997), e la regola vale anche per la comunale. Chi ha solo il trattamento minimo (7.954,05 € l'anno) resta sotto 8.500 € e non paga né IRPEF né addizionali.

Fonti

  1. Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di bilancio 2026) (30 dicembre 2025)
  2. D.P.R. 917/1986 (TUIR), art. 13, comma 3 — detrazioni per redditi da pensione (1° gennaio 2026)
  3. D.lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 50 — addizionale regionale all'IRPEF: aliquota base, condizione di debenza e trattenuta in un massimo di undici rate (15 dicembre 1997)
  4. D.lgs. 28 settembre 1998, n. 360, art. 1 — addizionale comunale all'IRPEF: limite di 0,8 punti percentuali, acconto del 30 % e trattenuta in nove rate da marzo (28 settembre 1998)
  5. INPS, circolare n. 153 del 19 dicembre 2025 — rinnovo delle pensioni 2026, perequazione, importi e calendario dei pagamenti (19 dicembre 2025)