Prestazioni collegate al reddito
Limiti di reddito INPS 2026: le soglie prestazione per prestazione
I limiti di reddito 2026 prestazione per prestazione: 5.852,21 € per l'invalidità civile, 7.101,12 € per l'assegno sociale, 23.862,15 € per la reversibilità.

Non esiste «il» limite di reddito dell'INPS: ce n'è uno per ogni prestazione, e nel 2026 vanno da 5.852,21 € l'anno — oltre i quali l'assegno mensile di invalidità civile non spetta più — a 39.770,25 €, la soglia che dimezza una pensione di reversibilità. In mezzo ci sono 7.101,12 € per l'assegno sociale, 15.908,10 € per l'integrazione al minimo, 14.202,24 € per l'integrazione degli assegni di invalidità. E non cambia solo la cifra: cambia quali redditi si contano, di chi sono, e che cosa succede quando li superi.
Perché il tuo limite non è quello del vicino
Le prestazioni «collegate al reddito» — è il nome che usa l'INPS — sono una dozzina, nate in epoche diverse e scritte in leggi diverse. Ognuna si è portata dietro la propria soglia.
Quasi tutte le soglie sono scritte come multipli di qualcosa, non come cifre. Il riferimento più frequente è il trattamento minimo annuo: nel 2026 7.954,05 €, cioè 13 volte l'importo mensile in vigore al 1° gennaio, tredicesima compresa. È per questo che tutte le tabelle moltiplicano per tredici e non per dodici, e il fatto conta: tre volte il minimo fanno 23.862,15 €, quattro volte 31.816,20 €, cinque volte 39.770,25 €.
Ma non tutte le soglie si appoggiano al minimo. Quella dell'integrazione degli assegni di invalidità è costruita sull'assegno sociale: 2 volte l'importo annuo per il pensionato solo, 3 volte per quello coniugato. I limiti delle maggiorazioni sociali sono somme: il limite personale è il minimo annuo più la maggiorazione annua, il limite coniugale è quel risultato più l'assegno sociale annuo. E i limiti dell'invalidità civile seguono una strada loro.
Nota. Nel 2026 gli importi dell'invalidità civile sono stati rivalutati come le pensioni, ma i limiti di reddito per averli sono stati aumentati del 1,3 %: lo dice il paragrafo 4.2 della circolare di rinnovo. Le due percentuali non coincidono, e non è un errore di stampa.
Quali redditi guarda l'INPS, e di chi
Qui si gioca la parte più delicata, perché le regole sono tre e si somigliano abbastanza da far sbagliare.
Solo i tuoi redditi. Le prestazioni di invalidità civile guardano il reddito personale soggetto a IRPEF del solo interessato. Il coniuge non c'entra, i figli non c'entrano, il patrimonio non c'entra.
I tuoi e quelli del coniuge, separatamente. Integrazione al minimo, maggiorazioni sociali e assegno sociale hanno due limiti, uno personale e uno della coppia: basta superarne uno perché il diritto cada. Se la separazione è legale ed effettiva si torna al solo reddito personale. Quali voci entrano nel conteggio è spiegato nella guida all'assegno sociale: contano anche i redditi esenti da imposta, non conta la casa in cui abiti.
Solo i redditi da lavoro. L'assegno ordinario di invalidità si riduce soltanto in presenza di redditi da lavoro dipendente, autonomo o d'impresa: lo dice l'articolo 1, comma 42, della legge 335/1995. Un affitto o un dividendo non lo toccano. La reversibilità, al comma 41 della stessa legge, fa l'opposto: guarda i redditi del beneficiario di qualsiasi natura.
Attenzione. Sulla stessa prestazione possono agire due limiti insieme. Un assegno ordinario di invalidità integrato al minimo ha il limite della Tabella E per l'integrazione e, se il titolare lavora, il taglio della Tabella G sull'assegno: sono controlli distinti, e i conti fatti in casa non tornano quasi mai perché se ne considera uno solo.
Quanto si può avere nel 2026, prestazione per prestazione
Invalidità civile: la soglia che esclude
| Prestazione | Condizione riconosciuta | Importo mensile 2026 | Mensilità | Limite di reddito personale annuo | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Pensione di inabilità civile | invalidità totale e permanente (100 %) | 340,71 € | 13 | 20.029,55 € | ||||
| Assegno mensile di assistenza | dal 74 % al 99 % | 340,71 € | 13 | 5.852,21 € | ||||
| Indennità di accompagnamento | invalidità totale, con impossibilità di deambulare o bisogno di assistenza continua | 551,53 € | 12 | nessuno | ||||
| Indennità mensile di frequenza | minori di 18 anni che frequentano scuola o centri di riabilitazione | 340,71 € | fino a 12 | 5.852,21 € | ||||
| Pensione ai ciechi civili assoluti, non ricoverati | cecità assoluta | 368,46 € | 13 | 20.029,55 € | ||||
| Indennità di accompagnamento per i ciechi assoluti | cecità assoluta | 1.064,98 € | 12 | nessuno | ||||
| Pensione ai sordi | sordità riconosciuta dalla commissione | 340,71 € | 13 | 20.029,55 € | ||||
| Indennità di comunicazione per i sordi | sordità riconosciuta dalla commissione | 272,13 € | 12 | nessuno | ||||
| Il limite di reddito è personale e annuo: si misura sui redditi del solo interessato soggetti a IRPEF, mai su quelli della famiglia. Le indennità spettano «al solo titolo della minorazione», quindi senza limite di reddito e senza limite di età. Fonte: INPS, circolare n. 153/2025, Allegato 2, Tabelle M.1, M.2 e M.3, nella versione rettificata dal messaggio INPS n. 628 del 23 febbraio 2026. | ||||||||
Qui il limite è secco: un euro sopra e per quell'anno non spetta nulla. La distanza tra le due soglie principali è la cosa che sorprende di più: 20.029,55 € l'anno per la pensione di inabilità al 100 %, meno di un terzo — 5.852,21 € — per l'assegno mensile di chi ha dal 74 % al 99 %. L'importo mensile è identico; il limite no, perché per l'assegno mensile e per l'indennità di frequenza la legge rinvia al limite della vecchia pensione sociale.
C'è anche un aumento piccolo e poco conosciuto, 10,33 € al mese per i titolari sotto i 65 anni, che spetta entro 7.235,41 € di reddito personale o 15.189,46 € sommando quello del coniuge.
Pensioni basse: la soglia che garantisce un livello
| Livello | Importo mensile | Reddito personale annuo entro cui spetta per intero | Reddito con il coniuge | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Pensione integrata al trattamento minimo | 611,85 € | 7.954,05 € | 23.862,15 € | |||||
| Con la maggiorazione sociale dai 60 anni | 637,68 € | 8.289,84 € | 15.390,96 € | |||||
| Con la maggiorazione sociale dai 65 anni | 694,49 € | 9.028,37 € | 16.129,49 € | |||||
| Con l'incremento dai 70 anni (l'«incremento al milione») | 748,29 € | 9.727,77 € | 16.828,89 € | |||||
| Gli importi sono per 13 mensilità e valgono per chi non ha altri redditi: il limite personale è il livello di reddito proprio che la legge garantisce, quindi chi ha già altri redditi riceve solo la differenza. Il limite coniugale riguarda chi è coniugato e non legalmente ed effettivamente separato. La casa di abitazione non entra nel reddito. Fonte: INPS, circolare n. 153/2025, Allegato 2, Tabelle D e H; art. 1, l. 544/1988; art. 38, l. 448/2001. | ||||||||
Il meccanismo è rovesciato rispetto all'invalidità civile. La cifra nella colonna dei limiti non è un muro: è il livello di reddito proprio che la legge ti garantisce. L'INPS mette la differenza tra quel livello e quello che hai già, quindi più redditi hai, meno integrazione ricevi, fino ad azzerarsi. È il motivo per cui due persone con la stessa pensione a calcolo possono ricevere importi diversi.
Esempio. Pensione propria di 380 € al mese, nessun altro reddito, 70 anni compiuti: con l'integrazione al minimo e l'incremento delle maggiorazioni sociali il pagato arriva a 748,29 € al mese per 13 mensilità. Se arriva anche una piccola pensione estera da 1.500 € l'anno, il livello garantito resta quello: scende di 1.500 € quanto ci mette l'INPS.
Due note pratiche. L'esclusione delle pensioni liquidate tutte col sistema contributivo resta, con l'eccezione dell'assegno di invalidità dal 10 luglio 2025; i dettagli sono nella guida alla pensione minima. E l'incremento transitorio del 1,3 % sulle pensioni fino al minimo è l'unica voce di questa famiglia che non guarda i redditi del titolare: la circolare lo scrive a chiare lettere.
Reversibilità: il taglio in percentuale
| Reddito annuo del superstite | Riduzione | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| oltre 3 volte il minimo (23.862,15 € annui) | −25 % | |||||||
| oltre 4 volte il minimo (31.816,20 € annui) | −40 % | |||||||
| oltre 5 volte il minimo (39.770,25 € annui) | −50 % | |||||||
| Nessuna riduzione se nel nucleo ci sono figli minori, studenti o inabili. Fonte: legge 335/1995, tab. F; INPS circ. 153/2025. | ||||||||
Nessuna riduzione fino a tre volte il minimo, 23.862,15 € l'anno. Sopra, il taglio è una percentuale della pensione, non la differenza di reddito: ed è per questo che superare una soglia di pochi euro può costare molto. Due correttivi contano più di quanto si creda. Il primo: i limiti non si applicano affatto se nel nucleo ci sono figli minori, studenti o inabili. Il secondo: dopo la sentenza n. 162/2022 della Corte costituzionale la decurtazione non può superare i redditi aggiuntivi che l'hanno provocata.
Esempio. Reversibilità di 1.050 € lordi al mese e un reddito da lavoro dipendente di 26.000 € l'anno: si supera il triplo del trattamento minimo e la pensione viene ridotta del 25 %. Con due figli minori nel nucleo, invece, la riduzione non si applica.
Assegno di invalidità: contano solo i redditi da lavoro
| Reddito da lavoro annuo del titolare | Riduzione dell'assegno | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| oltre 4 volte il minimo (31.816,20 € annui, fino a 39.770,25 €) | −25 % | |||||||
| oltre 5 volte il minimo (39.770,25 € annui) | −50 % | |||||||
| Le soglie sono 4 e 5 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, cioè 13 volte l'importo mensile in vigore al 1° gennaio. La riduzione riguarda l'assegno di invalidità: la pensione di inabilità, invece, con i redditi da lavoro è incompatibile. Fonte: art. 1, c. 42, l. 335/1995; INPS, circolare n. 153/2025, Allegato 2, Tabella G. | ||||||||
Le soglie partono più in alto di quelle della reversibilità — quattro volte il minimo invece di tre — ma si misurano solo sul lavoro. L'integrazione al minimo dello stesso assegno, invece, ha i limiti della Tabella E: 14.202,24 € l'anno per il pensionato solo, 21.303,36 € per il coniugato.
Quali prestazioni non guardano il reddito?
Sono poche e vanno sapute, perché molte persone non le chiedono credendo di «guadagnare troppo».
L'indennità di accompagnamento, 551,53 € al mese per 12 mensilità, spetta «al solo titolo della minorazione»: nessun limite di reddito, nessun limite di età. Lo stesso valgono l'indennità di comunicazione per i sordi, 272,13 € al mese, l'indennità speciale per i ciechi parziali, 237,14 €, e l'indennità di accompagnamento dei ciechi assoluti, 1.064,98 €.
Fuori dall'invalidità civile, non guardano il reddito la pensione di vecchiaia e l'anticipata ordinaria — che dipendono da età e contributi — e la quota di pensione pari al trattamento minimo quando il divieto di cumulo con il lavoro colpisce solo le quote eccedenti, come spiega la guida su lavorare da pensionato.
Un figlio superstite può lavorare?
È la domanda che arriva più spesso dopo un decesso, e la risposta non sta in una legge: la legge non dice nulla. Sta in un paragrafo della circolare INPS n. 185/2015, ripreso ogni anno nelle tabelle di rinnovo. Per i figli studenti e universitari si considera non ostativo al diritto un reddito da lavoro annuo inferiore al trattamento minimo maggiorato del 30 %: nel 2026 10.340,27 €, contro 10.197,46 € del 2025.
Sopra quella cifra il lavoro è considerato stabile e la pensione ai superstiti si perde — non si riduce: si perde. È un limite diverso da quelli del cumulo visti sopra, e riguarda il diritto, non l'importo. Per i superstiti inabili le regole sono altre e stanno nella circolare INPS n. 15/2009.
Nota. Restano fermi i limiti di età dei figli: 21 anni per gli studenti di scuola secondaria o professionale, 26 per gli universitari entro la durata legale del corso. Nessun limite di età, e nessun limite di reddito da lavoro, per i figli inabili.
Cosa cambia a 67 anni?
Al compimento dell'età dell'assegno sociale — 67 anni nel 2026 — la pensione di inabilità civile e l'assegno mensile lasciano il posto all'assegno sociale sostitutivo. Il passaggio lo fa l'INPS da sé, ma attenzione a un punto che molti danno per scontato: i limiti di reddito non diventano quelli dell'assegno sociale ordinario. Il paragrafo 4.2 della circolare di rinnovo precisa che agli assegni sociali sostitutivi continuano ad applicarsi i limiti dell'invalidità civile, cioè 20.029,55 € l'anno per chi arriva dalla pensione di inabilità e 5.852,21 € per chi arriva dall'assegno mensile.
L'indennità di accompagnamento, invece, continua identica: non ha né limiti di reddito né limiti di età.
Come fa l'INPS a sapere quanto guadagni?
In tre modi, e il terzo tocca direttamente te.
Il primo è il Casellario centrale dei pensionati, l'archivio che raccoglie le pensioni italiane di tutti gli enti: quando i redditi non risultano dichiarati, l'INPS usa quello per calcolare le prestazioni collegate al reddito. Il secondo è il RED precompilato, che l'Istituto mette a disposizione già riempito con i dati di cui dispone. Il terzo è la dichiarazione reddituale che devi presentare tu, nella Campagna RED 2026 anno reddito richiesto 2025, e che riguarda i redditi dell'anno 2025.
Per chi è pensionato e lavora in proprio la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo scade lunedì 2 novembre 2026, e va presentata anche se nulla è cambiato. Chi la omette rischia una sanzione pari all'importo annuo della pensione percepita nell'anno a cui la dichiarazione si riferisce.
Attenzione. Alla prima liquidazione i redditi sono quelli presunti dell'anno in corso: dichiarati da te, non verificati. L'INPS controlla dopo, sui redditi effettivi, e se la prestazione non spettava chiede indietro le somme pagate. L'indebito arriva anche due o tre anni più tardi, e arriva in una volta sola.
Quando i redditi cambiano in meglio — un affitto che cessa, un lavoro che finisce, una pensione estera che si interrompe — il diritto può tornare: si chiede la ricostituzione per reddito, e non è automatica. Vale anche al contrario: comunicare subito un reddito in più costa meno di un indebito.
Un'ultima avvertenza, la più importante. I limiti di questa pagina sono quelli pubblicati dall'INPS per il 2026 e si aggiornano ogni gennaio con la circolare di rinnovo; i redditi che li riempiono, invece, dipendono dalla tua posizione e da voci che a volte non sembrano nemmeno redditi. Prima di rinunciare a un lavoro, di accettarne uno o di presentare una domanda, fai verificare il conto dall'INPS o da un patronato: la differenza tra una prestazione che spetta e un indebito da restituire sta spesso in poche centinaia di euro l'anno.
Fai i conti
Domande frequenti
Qual è il limite di reddito per l'invalidità civile nel 2026?
Dipende dalla percentuale riconosciuta. Per la pensione di inabilità civile, cioè il 100 %, il limite di reddito personale è 20.029,55 € l'anno. Per l'assegno mensile di assistenza, dal 74 % al 99 %, è molto più basso: 5.852,21 € l'anno. In entrambi i casi contano solo i redditi dell'interessato, mai quelli del coniuge o della famiglia.
Che cosa significa «4 volte il trattamento minimo»?
È il modo in cui la legge scrive molte soglie, invece di indicare una cifra che cambierebbe ogni anno. Il trattamento minimo annuo 2026 è 7.954,05 €, cioè 13 volte l'importo mensile in vigore al 1° gennaio: quattro volte quella cifra fanno 31.816,20 € l'anno. È la soglia oltre la quale la reversibilità viene tagliata del 40 % e l'assegno ordinario di invalidità del 25 %, e anche il limite di reddito della coppia oltre il quale l'integrazione al minimo non spetta più.
Se supero il limite perdo tutto o solo una parte?
Cambia da prestazione a prestazione. Sull'assegno mensile di invalidità civile e sulla pensione di inabilità civile il limite è secco: un euro sopra e la prestazione non spetta per quell'anno. Su assegno sociale, integrazione al minimo e maggiorazioni sociali l'INPS paga la differenza tra il livello garantito e i tuoi redditi, quindi l'importo scende in proporzione. Su reversibilità e assegno ordinario di invalidità si applica un taglio in percentuale, dal 25 % al 50 %.
I redditi del coniuge contano sempre?
No, e questo è l'errore più comune. Per le prestazioni di invalidità civile conta solo il reddito personale. Per l'integrazione al minimo, le maggiorazioni sociali e l'assegno sociale esistono due limiti, uno personale e uno della coppia, e basta superarne uno per perdere il diritto: per le pensioni con decorrenza dopo il 1994 il limite coniugale dell'integrazione è 31.816,20 € l'anno. Se la separazione è legale ed effettiva, contano solo i tuoi redditi.
Un figlio che riceve la reversibilità può lavorare?
Sì, entro un limite. Per gli studenti e gli universitari l'INPS considera non ostativo un reddito da lavoro annuo inferiore al trattamento minimo maggiorato del 30 %, cioè 10.340,27 € nel 2026. Sopra quella cifra il lavoro è considerato stabile e il diritto alla pensione viene meno; per i superstiti inabili le regole sono diverse e le fissa la circolare INPS n. 15/2009.
Fonti
- INPS, circolare n. 153 del 19 dicembre 2025 — rinnovo delle pensioni 2026: paragrafo 4.2 sui limiti di reddito dell'invalidità civile e degli assegni sociali sostitutivi (19 dicembre 2025)
- INPS, circolare n. 153/2025, Allegato n. 2 — Tabelle D, E, F, G, H, L e M: limiti di reddito 2026 di integrazione al minimo, assegni di invalidità, pensioni ai superstiti, maggiorazioni sociali, assegno sociale e invalidità civile (19 dicembre 2025)
- Legge 8 agosto 1995, n. 335, art. 1, commi 41 e 42 — cumulo delle pensioni ai superstiti con i redditi del beneficiario (tabella F) e dell'assegno di invalidità con i redditi da lavoro dipendente, autonomo o d'impresa (tabella G) (8 agosto 1995)
- Legge 28 dicembre 2001, n. 448, art. 38 — incremento delle maggiorazioni sociali: livello di reddito proprio garantito, esclusione della casa di abitazione dal reddito (28 dicembre 2001)
- INPS, messaggio n. 3281 del 15 ottobre 2026 — dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo 2025 entro il 2 novembre 2026 e campagna RED (15 ottobre 2026)


