Solo contributivi puri

Pensione anticipata contributiva a 64 anni: requisiti 2026-2028

Pensione anticipata contributiva a 64 anni: solo per chi ha il primo contributo dal 1996, con 20 anni effettivi e un assegno sopra la soglia. Requisiti 2026-2028.

Scrivania con un calendario aperto, una calcolatrice e un estratto conto contributivo stampato, luce di prima mattina da una finestra

Se il tuo primo contributo è stato accreditato dal 1° gennaio 1996 in avanti, nel 2026 puoi andare in pensione a 64 anni con 20 anni di contributi effettivi, prima dei 67 anni della pensione di vecchiaia. La condizione che ferma quasi tutti è però un'altra: l'assegno maturato deve valere almeno 3,00 volte l'assegno sociale, cioè 3,00 × 546,24 € = 1.638,72 € lordi al mese. Qui trovi i requisiti del 2026, gli aumenti di età del 2027 e del 2028 e un conto onesto su chi riesce davvero a usare questa uscita.

Chi può usarla: solo chi ha iniziato a versare dal 1996

La pensione anticipata contributiva è prevista dall'articolo 24, comma 11, del decreto-legge 201/2011. È riservata a chi è interamente nel sistema contributivo, cioè a chi ha il primo accredito di contributi dal 1° gennaio 1996. Basta un mese di contributi prima di quella data, anche figurativo, anche in una gestione diversa da quella in cui lavori oggi, per ricadere nel sistema misto e perdere l'accesso a questa uscita.

Esistono due porte laterali, da verificare con l'INPS caso per caso. La prima è l'opzione per il calcolo contributivo prevista dalla legge 335/1995, riservata a chi aveva un'anzianità limitata al 31 dicembre 1995 e ha poi maturato nel contributivo gli anni richiesti dalla norma. La seconda è il computo nella Gestione separata, per chi vi è iscritto. In entrambi i casi l'intera pensione viene ricalcolata con le regole contributive, quasi sempre con un importo più basso di quello del sistema misto: è una scelta da fare solo dopo aver visto i numeri, non per anticipare l'uscita a ogni costo.

Per sapere in quale sistema ti trovi parti dall'estratto conto contributivo: la data del primo accredito è scritta lì. La guida su come si calcola la pensione spiega la differenza tra retributivo, misto e contributivo.

L'età: 64 anni nel 2026, poi gli adeguamenti del 2027 e del 2028

Nel 2026 il requisito di età è 64 anni. Dal 1° gennaio 2027 sale a 64 anni e 1 mese e dal 1° gennaio 2028 a 64 anni e 3 mesi, per l'adeguamento alla speranza di vita fissato con il decreto direttoriale del 19 dicembre 2025 e spiegato dall'INPS nella circolare n. 28 del 16 marzo 2026. L'adeguamento qui si applica per intero: le eccezioni previste per i lavori usuranti e gravosi riguardano altri canali di uscita, non questo.

I requisiti si guardano alla data in cui li perfezioni tutti insieme: età, contributi e importo. La finestra, di cui parliamo più avanti, sposta solo il primo pagamento.

Il requisito contributivo: contano solo i contributi effettivi

Servono 20 anni di contribuzione "effettiva", e la parola pesa. Contano:

  • i contributi obbligatori versati per lavoro dipendente, autonomo o parasubordinato;
  • i contributi volontari autorizzati dall'INPS;
  • i contributi da riscatto, compreso il riscatto della laurea.

Non contano i contributi figurativi: NASpI e disoccupazione, cassa integrazione, malattia al di fuori del rapporto di lavoro, servizio militare, congedi non retribuiti. Per la maternità e per gli altri periodi coperti durante un rapporto di lavoro le regole hanno sfumature: fatti confermare il conteggio dall'INPS o da un patronato prima di contare su quei mesi.

Attenzione. I 20 anni effettivi sono un requisito diverso dai 20 anni della pensione di vecchiaia, per i quali i contributi figurativi valgono. Una carriera con lunghi periodi di disoccupazione indennizzata può bastare per la vecchiaia e non per questa uscita.

Nota. Dal 1° gennaio 2024 anche il requisito contributivo, non solo l'età, segue l'adeguamento alla speranza di vita (art. 1, c. 125, legge 213/2023). Per il biennio 2027-2028 servono quindi 20 anni e 1 mese di contributi effettivi nel 2027 e 20 anni e 3 mesi nel 2028 (INPS, circolare n. 28/2026, par. 2.2).

La soglia di importo: quanto deve valere l'assegno

Il requisito più selettivo è l'importo. La pensione calcolata alla decorrenza deve essere almeno pari a 3,00 volte l'assegno sociale dell'anno. Nel 2026 l'assegno sociale è 546,24 € al mese, quindi la soglia è 3,00 × 546,24 € = 1.638,72 € lordi al mese.

Per le lavoratrici madri la soglia è più bassa:

  • con un figlio: 2,80 × 546,24 € = 1.529,47 € al mese;
  • con due o più figli: 2,60 × 546,24 € = 1.420,22 € al mese.

L'importo che conta è la pensione lorda calcolata con le regole contributive, prima delle tasse e senza integrazioni di alcun tipo. Se non raggiungi la soglia non esiste un "quasi": la domanda viene respinta, e si riprova quando il montante è cresciuto abbastanza oppure si aspetta la vecchiaia.

Nota. La legge di bilancio 2025 aveva permesso di sommare alla pensione INPS la rendita della previdenza complementare per raggiungere la soglia. La legge 30 dicembre 2025, n. 199 ha cancellato quella possibilità: dal 2026 conta solo la pensione obbligatoria. Il fondo pensione resta utile per integrare il reddito e, con la RITA, per costruire un ponte verso la vecchiaia; non apre più la porta dell'uscita anticipata.

Dal 1° gennaio 2030 la soglia sale a 3,20 volte l'assegno sociale. Con l'assegno sociale di oggi, a titolo puramente indicativo, sarebbero 3,20 × 546,24 € = 1.747,97 € al mese; il valore reale dipenderà dall'assegno sociale in vigore nel 2030.

Il tetto fino alla vecchiaia

Finché non raggiungi l'età della pensione di vecchiaia (67 anni nel 2026), l'assegno pagato non può superare 5 volte il trattamento minimo: nel 2026 5 × 611,85 € = 3.059,25 € lordi al mese. La parte eccedente non è persa: viene pagata per intero da quando compi l'età di vecchiaia. In pratica riguarda poche persone, perché chi matura un assegno così alto con il solo contributivo a 64 anni ha avuto redditi molto elevati per molti anni.

La finestra: quando arriva il primo pagamento

Una volta maturati tutti i requisiti, la pensione decorre dopo 3 mesi, la cosiddetta finestra mobile. Se perfezioni il diritto in marzo, la prima rata arriva con il pagamento di luglio. Nel frattempo puoi continuare a lavorare: la finestra non ti obbliga a smettere prima.

Chi ci arriva davvero

Facciamo il conto al contrario: quanto montante serve per superare la soglia?

Esempio. Supponiamo di voler raggiungere la soglia del 2026, cioè 3,00 × 546,24 € = 1.638,72 € al mese, pari a 1.638,72 × 13 = 21.303,36 € l'anno. Il coefficiente di trasformazione a 64 anni nel biennio 2025-2026 è 5,088 %. Il montante necessario è 21.303,36 ÷ 5,088 % ≈ 418.700 €. Con esattamente 20 anni di versamenti servono circa 20.900 € di contributi l'anno, cioè una retribuzione lorda intorno ai 63.000 € l'anno con l'aliquota di computo del 33 %, trascurando la rivalutazione del montante. Con 30 anni di versamenti la retribuzione necessaria scende a circa 42.000 € l'anno, e la rivalutazione al PIL dà una mano in più.

Da questi numeri si capisce chi ha davvero questa porta aperta.

  • Chi oggi ha 64 anni e il primo contributo dal 1996 ha iniziato a versare in Italia da adulto, ben oltre l'età in cui di solito si comincia: carriere partite tardi, rientri dall'estero, lunghi periodi di lavoro non assicurato. Con una carriera così corta servono redditi alti e continui.
  • Le generazioni nate negli anni Settanta, che arriveranno all'età richiesta nel prossimo decennio con carriere interamente contributive, sono il vero pubblico di questa misura. Con una carriera piena e retribuzioni medio-alte la soglia è raggiungibile; con part-time lunghi, buchi contributivi o redditi bassi di norma no.
  • Le lavoratrici madri partono da una soglia più bassa, ma spesso con carriere più interrotte: il vantaggio del moltiplicatore ridotto va verificato sul montante reale, non dato per scontato.

Ricorda infine che il coefficiente di trasformazione a 64 anni è più basso di quello a 67 anni: 5,088 % contro 5,608 %. Uscire prima significa un assegno più basso per sempre, non solo per qualche anno. I dettagli sono nell'articolo sui coefficienti di trasformazione 2025-2026.

Come verificare e fare domanda

Tre passi, nell'ordine.

  1. Scarica l'estratto conto contributivo dal sito INPS con SPID, CIE o CNS e controlla la data del primo accredito e quali periodi sono effettivi e quali figurativi.
  2. Usa il simulatore INPS «La mia pensione futura» per vedere l'importo stimato alla data in cui compi l'età richiesta e confrontalo con la soglia. Il nostro strumento Quando vado in pensione ti dice quando maturi età e contributi.
  3. Presenta la domanda online sul sito INPS, tramite il contact center o con un patronato, scegliendo la pensione anticipata nel sistema contributivo. Prima di lasciare il lavoro fatti confermare dall'INPS o dal patronato che la soglia è superata: la risposta arriva a conti fatti, non a stime.

Se non raggiungi la soglia

Per chi è nel contributivo puro le alternative previste dalla legge sono tre:

  • la pensione di vecchiaia a 67 anni con 20 anni di contributi, qui anche figurativi, a condizione che l'importo sia almeno pari all'assegno sociale;
  • la vecchiaia a 71 anni con 5 anni di contributi effettivi, senza alcuna soglia di importo;
  • la pensione anticipata ordinaria con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, che per chi ha iniziato nel 1996 è ancora lontana.

Tutti i requisiti del triennio sono nella guida ai requisiti per la pensione 2026-2028.

Nota. La legge di bilancio 2027 è in preparazione e nessuna misura è approvata. Tra le ipotesi circolate c'è un'uscita a 64 anni con un requisito di contributi più alto di quello attuale e calcolo contributivo per tutti. Finché non c'è un testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale, valgono le regole di questa pagina.

Domande frequenti

Posso andare in pensione a 64 anni se ho qualche contributo prima del 1996?

No. Questa uscita è riservata a chi ha il primo accredito contributivo dal 1° gennaio 1996. Anche un solo mese di contributi precedente, compreso un periodo figurativo, ti colloca nel sistema misto. Resta l'opzione per il calcolo contributivo prevista dalla legge 335/1995, con condizioni di anzianità da verificare con l'INPS: ricalcola però tutta la pensione con le regole contributive, di solito con un importo più basso.

Quanto deve essere alta la pensione per uscire a 64 anni nel 2026?

Almeno 3,00 volte l'assegno sociale, che nel 2026 vale 546,24 € al mese: la soglia è quindi 3,00 × 546,24 € = 1.638,72 € lordi mensili. Per le madri con un figlio il moltiplicatore scende a 2,80, con due o più figli a 2,60.

I contributi figurativi contano per i 20 anni richiesti?

No. I 20 anni devono essere di contribuzione effettiva: obbligatoria, volontaria o da riscatto. Disoccupazione, cassa integrazione, malattia fuori dal rapporto di lavoro e servizio militare non entrano nel conteggio. Per la maternità e gli altri periodi coperti durante il rapporto di lavoro chiedi conferma all'INPS.

La rendita del fondo pensione serve ancora per raggiungere la soglia?

No. La possibilità di sommare la rendita della previdenza complementare alla pensione INPS, introdotta nel 2025, è stata eliminata dalla legge 30 dicembre 2025, n. 199. Dal 2026 conta solo l'importo della pensione obbligatoria calcolato alla decorrenza.

Quando arriva il primo pagamento e c'è un tetto all'importo?

La pensione decorre dopo una finestra di 3 mesi dalla maturazione di tutti i requisiti. Fino all'età di vecchiaia (67 anni nel 2026) l'assegno pagato non può superare 5 volte il trattamento minimo, cioè 5 × 611,85 € = 3.059,25 € lordi al mese; la parte eccedente viene pagata da quel momento in avanti.

Fonti

  1. Decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, art. 24, comma 11 — pensione anticipata nel sistema contributivo (6 dicembre 2011)
  2. Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di bilancio 2026) (30 dicembre 2025)
  3. INPS, circolare n. 28 del 16 marzo 2026 — adeguamento dei requisiti alla speranza di vita 2027-2028 (16 marzo 2026)
  4. Legge 8 agosto 1995, n. 335 — riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare (8 agosto 1995)