Dal montante all'assegno

Coefficienti di trasformazione 2025-2026 e 2027-2028: le tabelle

Le tabelle dei coefficienti di trasformazione per età, dai 57 ai 71 anni: il biennio 2025-2026 in vigore, i nuovi valori 2027-2028 e quanto rende rinviare l'uscita.

Clessidra di vetro accanto a una tabella numerica stampata e a una lente d'ingrandimento, su una scrivania di legno chiaro

Il coefficiente di trasformazione è la percentuale che trasforma i contributi accumulati in una pensione annua. Nel biennio 2025-2026 a 67 anni vale 5,608 %, contro 5,723 % del 2023-2024: a parità di montante, l'assegno di chi esce oggi è un po' più basso di quello di chi è uscito due anni fa. Ogni anno di uscita in più lo fa salire. Qui trovi la tabella completa con i divisori, il confronto tra i due bienni e il conto di quanto vale rinviare di un anno.

Cosa sono e a chi si applicano

Nel sistema contributivo la pensione non viene calcolata sullo stipendio, ma sul montante: la somma dei contributi versati nella carriera, rivalutata ogni anno con la media quinquennale del PIL. Al momento dell'uscita il montante si moltiplica per il coefficiente di trasformazione dell'età che hai alla decorrenza. Il risultato è la pensione annua lorda. Il percorso completo, dal primo contributo all'assegno, è nella guida su come si calcola la pensione.

I coefficienti sono stati introdotti dalla legge 8 agosto 1995, n. 335, e riguardano tutti, non solo chi ha iniziato a lavorare dal 1996. Chi è nel sistema misto li applica alla quota contributiva dal 1996; chi era nel retributivo li applica alla quota maturata dal 1° gennaio 2012, per effetto dell'articolo 24 del decreto-legge 201/2011. Solo chi è andato in pensione prima del 2012 con il calcolo interamente retributivo non li ha mai incontrati.

Il coefficiente cresce con l'età: la tabella parte da 57 anni e arriva a 71 anni, l'età massima prevista. Tra un'età e l'altra l'INPS applica incrementi proporzionali ai mesi, quindi chi esce a 67 anni e sei mesi ha un coefficiente un po' più alto di chi esce il giorno del compleanno.

Perché scendono: la speranza di vita

Il coefficiente è costruito come una rendita: deve restituire il montante lungo gli anni di vita attesi dopo il pensionamento, tenendo conto anche della probabilità di lasciare una pensione di reversibilità. Se la speranza di vita a una certa età aumenta, lo stesso montante deve coprire più anni e la quota annua scende. È per questo che a ogni revisione i coefficienti tendono a diminuire, e che il "divisore" della tabella, cioè il numero di anni in cui il montante viene idealmente restituito, tende ad allungarsi.

La legge 335/1995, come modificata dalla riforma del 2011, prevede la revisione ogni due anni con un decreto del Ministero del Lavoro e del MEF, sulla base dei dati ISTAT. I coefficienti del 2025-2026 sono stati fissati con il decreto direttoriale di novembre 2024 e sono più bassi di quelli del 2023-2024 perché la speranza di vita, dopo gli anni della pandemia, è tornata a crescere. Non è una scelta politica né un taglio: è la regola che aggiusta il calcolo ai dati demografici, nella stessa logica dell'adeguamento dei requisiti di età spiegato nella guida ai requisiti 2026-2028.

Nota. La riduzione riguarda solo chi va in pensione dopo la revisione. Chi è già in pensione mantiene il coefficiente applicato alla sua decorrenza: il suo assegno non viene ricalcolato con i coefficienti nuovi.

La tabella 2025-2026 a confronto con il 2023-2024

La tabella riporta, per ogni età, il coefficiente del biennio in vigore, quello del biennio precedente e il divisore corrispondente.

Coefficienti di trasformazione del montante contributivo
Età2025-2026Divisore2023-2024Variazione
57 anni4,204 %23,7874,270 %-1,55 %
58 anni4,308 %23,2134,378 %-1,60 %
59 anni4,419 %22,6304,493 %-1,65 %
60 anni4,536 %22,0464,615 %-1,71 %
61 anni4,661 %21,4554,744 %-1,75 %
62 anni4,795 %20,8554,882 %-1,78 %
63 anni4,936 %20,2595,028 %-1,83 %
64 anni5,088 %19,6545,184 %-1,85 %
65 anni5,250 %19,0485,352 %-1,91 %
66 anni5,423 %18,4405,531 %-1,95 %
67 anni5,608 %17,8325,723 %-2,01 %
68 anni5,808 %17,2185,931 %-2,07 %
69 anni6,024 %16,6006,154 %-2,11 %
70 anni6,258 %15,9806,395 %-2,14 %
71 anni6,510 %15,3616,655 %-2,18 %
Il divisore è 100 ÷ coefficiente: indica in quanti anni il montante viene restituito. Fonte: decreto direttoriale Lavoro–MEF di novembre 2024.

Come leggerla con tre esempi di età:

  • a 64 anni, l'età della pensione anticipata contributiva, il coefficiente è 5,088 %, contro 5,184 % nel biennio precedente;
  • a 67 anni, l'età della pensione di vecchiaia, è 5,608 %, contro 5,723 %;
  • a 71 anni, il massimo della tabella, è 6,510 %, contro 6,655 %.

Esempio. Supponiamo un montante di 300.000 € e l'uscita a 67 anni. Con il coefficiente 2023-2024 di 5,723 % la pensione annua lorda sarebbe stata 300.000 × 5,723 % = 17.169 €. Con il coefficiente 2025-2026 di 5,608 % è 300.000 × 5,608 % = 16.824 €: 345 € l'anno in meno, circa il 2 %. Su 13 mensilità sono circa 27 € al mese.

La differenza tra bienni è piccola rispetto a quella tra età diverse: spostare l'uscita di un anno conta molto di più della revisione dei coefficienti.

Quanto vale rinviare l'uscita di un anno

Un anno di lavoro in più agisce su due leve insieme. La prima è il coefficiente, che sale con l'età. La seconda è il montante, che cresce per i contributi dell'anno in più e per un anno in più di rivalutazione al PIL. Il conto va fatto su entrambe.

Esempio. Supponiamo un montante di 250.000 € a 64 anni e una retribuzione lorda di 30.000 € l'anno.

Uscita a 64 anni, coefficiente 5,088 %: 250.000 × 5,088 % = 12.720 € l'anno, cioè 978,46 € al mese per 13 mensilità.

Uscita un anno dopo, coefficiente 5,250 %, con lo stesso montante: 250.000 × 5,250 % = 13.125 € l'anno, cioè 1.009,62 € al mese. Il solo coefficiente vale 405 € l'anno, circa il 3 %.

Aggiungendo i contributi dell'anno in più (30.000 × 33 % = 9.900 €) il montante diventa 259.900 €, e la pensione 259.900 × 5,250 % = 13.644,75 € l'anno, cioè 1.049,60 € al mese: circa 71 € al mese in più rispetto all'uscita a 64 anni, senza contare la rivalutazione.

Lo stesso ragionamento vale a tutte le età. Tra 67 anni e l'anno successivo il coefficiente passa da 5,608 % a 5,808 %: chi continua a lavorare oltre la vecchiaia, dove il contratto lo consente, aumenta l'assegno ogni anno fino al massimo di 71 anni.

Prova i tuoi numeri qui sotto: inserisci il montante dell'estratto conto e confronta le età.

Calcolatore gratuito Montante e coefficienti Dal montante contributivo alla pensione annua e mensile, con i coefficienti di trasformazione 2025-2026 per ogni età.

Il rinvio non conviene a tutti, e nessuna tabella può dirti se conviene a te: la salute, il tipo di lavoro, la situazione familiare e il reddito disponibile pesano quanto i decimali del coefficiente. I numeri servono a scegliere con gli occhi aperti, non a scegliere al posto tuo.

Quale coefficiente si applica a te

Si applica il coefficiente in vigore alla data di decorrenza della pensione, calcolato sull'età che hai quel giorno, anni e mesi. Non conta la data in cui maturi i requisiti né quella in cui presenti la domanda. La distinzione pesa per le pensioni con finestra: chi matura i requisiti dell'anticipata a fine anno e vede la decorrenza slittare all'anno dopo, per effetto dei mesi di finestra, prende i coefficienti dell'anno della decorrenza.

Attenzione. A cavallo di una revisione la regola conta. Chi avrà la decorrenza nel 2026 usa i coefficienti del biennio in corso; chi l'avrà dal 1° gennaio 2027 usa quelli del nuovo biennio, ora pubblicati e più bassi. Una decorrenza fissata a dicembre o a gennaio può fare una piccola differenza per tutta la vita: fatti fare il confronto dall'INPS o da un patronato prima di decidere la data delle dimissioni.

Il coefficiente non si "cristallizza": chi matura il diritto alla pensione e continua a lavorare non conserva il coefficiente dell'anno in cui ha maturato il diritto, ma usa quello in vigore quando la pensione decorre, sull'età raggiunta allora. Di norma il risultato è comunque migliore, perché l'età più alta vale più della revisione al ribasso.

Il biennio 2027-2028: i valori sono usciti

La revisione è stata fatta. Il decreto direttoriale del Ministero del Lavoro, di concerto con il MEF, del 16 ottobre 2026, pubblicato il 20 ottobre, ridetermina i coefficienti a decorrere dal 1° gennaio 2027: li calcola sui dati ISTAT trasmessi il 27 maggio 2026 e approvati dalla Conferenza di servizi Lavoro-Economia del 22 giugno 2026. Scendono a tutte le età, come era prevedibile, perché la speranza di vita continua a crescere.

Coefficienti di trasformazione dal 1° gennaio 2027
Età2027-2028Divisore2025-2026Variazione
57 anni4,153 %24,0794,204 %-1,21 %
58 anni4,254 %23,5074,308 %-1,25 %
59 anni4,361 %22,9314,419 %-1,31 %
60 anni4,475 %22,3464,536 %-1,34 %
61 anni4,596 %21,7584,661 %-1,39 %
62 anni4,725 %21,1644,795 %-1,46 %
63 anni4,863 %20,5634,936 %-1,48 %
64 anni5,009 %19,9645,088 %-1,55 %
65 anni5,166 %19,3575,250 %-1,60 %
66 anni5,334 %18,7485,423 %-1,64 %
67 anni5,514 %18,1365,608 %-1,68 %
68 anni5,707 %17,5225,808 %-1,74 %
69 anni5,914 %16,9096,024 %-1,83 %
70 anni6,139 %16,2896,258 %-1,90 %
71 anni6,382 %15,6696,510 %-1,97 %
Si applicano alle pensioni con decorrenza dal 1° gennaio 2027. Fonte: decreto direttoriale Lavoro–MEF del 16 ottobre 2026.

A 67 anni si passa da 5,608 % a 5,514 %: a parità di montante la pensione annua scende dell'1,68 %. Il taglio è più contenuto alle età basse (a 57 anni da 4,204 % a 4,153 %) e più marcato alle età alte (a 71 anni da 6,510 % a 6,382 %), perché è là che la speranza di vita si è allungata di più.

Esempio. Montante di 300.000 € e uscita a 67 anni. Con decorrenza nel 2026: 300.000 × 5,608 % = 16.824 € lordi l'anno, 1.294,15 € al mese per tredici mensilità. Con decorrenza dal 1° gennaio 2027: 300.000 × 5,514 % = 16.542 € l'anno, 1.272,46 € al mese. Sono 21,69 € lordi in meno al mese, per tutta la pensione — a cui però si contrappongono i contributi e la rivalutazione del montante di un anno in più di lavoro, che di norma valgono di più.

Chi ha la decorrenza a cavallo d'anno ha quindi un dato in più per decidere la data: conta il coefficiente in vigore alla decorrenza, non quello dell'anno in cui maturi i requisiti. Prima di fissare le dimissioni, controlla il montante sull'estratto conto contributivo e fatti fare il doppio conteggio dall'INPS o da un patronato.

Coefficienti e rivalutazione sono due cose diverse

Il coefficiente agisce una sola volta, alla decorrenza: fissa il primo importo della pensione. Da lì in avanti l'assegno cambia solo con la perequazione, l'adeguamento annuale all'inflazione, che per il 2026 ha un indice provvisorio dell'1,4 %, con conguaglio a gennaio 2027. Il meccanismo, le fasce e il calcolatore sono nell'articolo sulla rivalutazione delle pensioni 2026.

Un'ultima precisazione, che evita un equivoco frequente: la revisione dei coefficienti non tocca le pensioni già in pagamento. Riguarda solo chi deve ancora uscire, e per questo è una delle poche variabili del calcolo su cui l'età di uscita ti lascia una scelta.

Fai i conti

Domande frequenti

Qual è il coefficiente di trasformazione a 67 anni nel 2026?

Per le pensioni che decorrono nel 2025 e nel 2026 il coefficiente a 67 anni è 5,608 %, fissato dal decreto direttoriale Lavoro-MEF di novembre 2024. Nel biennio precedente era 5,723 %. Il coefficiente si applica all'età alla data di decorrenza, con incrementi proporzionali per i mesi.

Perché i coefficienti 2025-2026 sono più bassi di quelli 2023-2024?

Perché la speranza di vita rilevata dall'ISTAT è tornata a crescere dopo gli anni della pandemia. Il coefficiente è costruito per restituire il montante lungo gli anni di vita attesi: se gli anni aumentano, la quota annua scende. A 67 anni si è passati da 5,723 % a 5,608 %.

Quanto perdo se vado in pensione a 64 anni invece che a 67?

Due cose insieme. La prima è il coefficiente: a 64 anni vale 5,088 %, a 67 anni vale 5,608 %, e la pensione è proporzionale al coefficiente a parità di montante. La seconda è il montante stesso, più piccolo perché mancano gli anni di contributi e di rivalutazione tra le due età. Il box di esempio e il calcolatore in questa pagina mostrano la differenza in euro con le tue cifre.

Quali sono i coefficienti 2027-2028?

Sono quelli del decreto direttoriale Lavoro-MEF del 16 ottobre 2026, pubblicato il 20 ottobre: scendono a tutte le età e si applicano alle pensioni con decorrenza dal 1° gennaio 2027. A 67 anni il coefficiente passa da 5,608 % a 5,514 %, a 64 anni da 5,088 % a 5,009 %. La tabella completa per età è in questa pagina. Chi ha la decorrenza nel 2026 usa ancora i coefficienti del biennio in corso.

Il coefficiente cambia dopo che sono andato in pensione?

No. Il coefficiente fissa l'importo iniziale una volta per tutte, alla decorrenza. Dopo, la pensione cambia solo con la perequazione annuale all'inflazione, che per il 2026 ha un indice provvisorio dell'1,4 %, e con eventuali supplementi per contributi versati dopo il pensionamento.

Fonti

  1. Decreto direttoriale Ministero del Lavoro – MEF del 16 ottobre 2026 — coefficienti di trasformazione e divisori a decorrere dal 1° gennaio 2027 (tabella allegata: 4,153 % a 57 anni, 5,514 % a 67, 6,382 % a 71; tasso di sconto 1,5 %) (16 ottobre 2026)
  2. Legge 8 agosto 1995, n. 335, art. 1, comma 11 — coefficienti di trasformazione e loro revisione (8 agosto 1995)
  3. Decreto direttoriale Ministero del Lavoro – MEF di novembre 2024 — coefficienti di trasformazione per il biennio 2025-2026 (20 novembre 2024)
  4. Decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, art. 24 — revisione biennale dei coefficienti ed estensione delle età (6 dicembre 2011)