Contributi e riscatti

Riscatto laurea 2026: quanto costa e quando conviene

Riscatto laurea 2026: ordinario a riserva matematica o agevolato a costo fisso per tutti, deducibile dal reddito e rateizzabile senza interessi. Quando conviene.

Scrivania di legno con una pergamena di laurea arrotolata, una calcolatrice e un calendario, luce di mattina dalla finestra

Riscattare la laurea nel 2026 costa 6.206,64 € per ogni anno di corso con il riscatto agevolato, 31.033,20 € per un corso di cinque anni; con il riscatto ordinario il prezzo dipende dal tuo stipendio e lo stabilisce l'INPS. L'onere è deducibile dal reddito complessivo e si paga in unica soluzione o fino a 120 rate mensili senza interessi. Conviene soprattutto se ti fa uscire prima dal lavoro; fa salire l'assegno molto meno di quanto si pensi.

Cosa si può riscattare e chi può farlo

Il riscatto (d.lgs. 184/1997, art. 2) trasforma gli anni di università in anni di contributi. Valgono gli anni di durata legale del corso che ti ha dato il titolo: diploma universitario, laurea triennale o magistrale, laurea del vecchio ordinamento, dottorato di ricerca, specializzazione post-laurea. Non valgono gli anni fuori corso e non valgono i periodi in cui già risultano contributi, anche figurativi, in Italia o all'estero: in quel caso l'INPS riscatta solo i mesi scoperti.

Puoi riscattare anche una parte del corso, per esempio due anni su cinque, e puoi riscattare più titoli se non si sovrappongono. Il titolo deve essere stato conseguito: un corso interrotto non si riscatta.

La domanda è aperta a chi è iscritto a una gestione INPS (dipendenti privati, autonomi, gestione separata, dipendenti pubblici) e anche a chi non ha ancora iniziato a lavorare. Per gli inoccupati il costo si calcola come per l'agevolato e, se paga un genitore di cui lo studente è a carico, la spesa dà al genitore una detrazione del 19 % (art. 2, c. 5-bis, d.lgs. 184/1997).

Riscatto ordinario: il costo dipende da quando studiavi e da quanto guadagni

Il riscatto ordinario segue le regole della pensione che riceverai per quei periodi.

Per gli anni di corso collocati prima del 1996, che rientrano nel sistema retributivo, l'INPS calcola la riserva matematica: il valore attuale della pensione aggiuntiva che quegli anni ti daranno, in base a età, sesso, anzianità e retribuzione. Più sei vicino alla pensione e più guadagni, più il conto sale; per un dirigente può diventare molto alto.

Per gli anni collocati dal 1996 in avanti, che rientrano nel contributivo, il costo è a percentuale: l'aliquota della tua gestione (per i lavoratori dipendenti il 33 %) applicata alla retribuzione imponibile dei dodici mesi che precedono la domanda, moltiplicata per gli anni da riscattare. L'importo versato finisce nel montante contributivo e la pensione cresce in proporzione.

Dal punto di vista fiscale l'onere del riscatto ordinario è deducibile dal reddito complessivo (art. 10 TUIR): il risparmio è pari alla tua aliquota marginale, cioè il 23 %, il 33 % o il 43 % di quanto paghi, più le addizionali.

Esempio. Dipendente con retribuzione lorda di 40.000 € negli ultimi dodici mesi, anni di corso tutti nel contributivo. Riscatto ordinario: 40.000 × 33 % = 13.200 € per ogni anno di corso, 52.800 € per quattro anni. Riscatto agevolato degli stessi quattro anni: 4 × 6.206,64 € = 24.826,56 €. Il primo costa più del doppio, ma fa crescere il montante, e quindi la pensione futura, più del doppio.

Riscatto agevolato: costo fisso, uguale per tutti

Il riscatto agevolato esiste dal 2019 (d.l. 4/2019, art. 20, che ha inserito il comma 5-quater nell'art. 2 del d.lgs. 184/1997). L'onere non guarda al tuo stipendio: si calcola applicando l'aliquota dei dipendenti, il 33 %, al minimale contributivo di artigiani e commercianti, che nel 2026 è 18.808 €. Risultato: 6.206,64 € per ogni anno di corso, 31.033,20 € per cinque anni (il minimale 2026 è quello della circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026).

Chi può usarlo: chi riscatta periodi da valutare con il sistema contributivo. In pratica:

  • se hai iniziato a versare contributi dal 1996 in avanti (contributivo puro), puoi usare l'agevolato per tutti gli anni di corso;
  • se hai contributi anche prima del 1996 (sistema misto), puoi usare l'agevolato solo per gli anni di studio collocati dal 1996 in avanti;
  • per anni di studio precedenti al 1996 l'agevolato è possibile solo se chiedi l'opzione per il contributivo (legge 335/1995, art. 1, c. 23) su tutta la pensione, cosa che cancella la quota retributiva.

Il contributo accreditato è pari a quanto versi: con l'agevolato, quindi, ogni anno riscattato entra nel montante per 6.206,64 €, non per il valore del tuo stipendio. È questo il motivo per cui costa poco e rende poco in termini di assegno.

Fiscalmente l'onere del riscatto è deducibile dal reddito complessivo (art. 10 TUIR), sia nella versione agevolata sia in quella ordinaria: si dichiara fra i contributi previdenziali e abbatte il reddito su cui si calcola l'IRPEF, quindi quanto torna indietro dipende dalla tua aliquota. Se il riscatto riguarda chi non ha mai lavorato e lo paga un familiare che lo ha fiscalmente a carico, al familiare spetta invece una detrazione del 19 % dell'onere.

Attenzione. La detrazione del 50 % in cinque quote annuali che si legge spesso accostata al riscatto non riguarda la laurea: è prevista per il riscatto dei periodi non coperti da contribuzione, la cosiddetta pace contributiva, che è una facoltà diversa (art. 20, c. 3, d.l. 4/2019).

Attenzione. L'opzione per il contributivo è irreversibile e riguarda l'intera pensione, non solo gli anni riscattati. Chi ha una quota retributiva importante (molti anni di lavoro prima del 1996, retribuzioni in crescita) può perdere più di quanto risparmia sul riscatto. Chiedi all'INPS o a un patronato il doppio conteggio prima di presentare la domanda.

Quando conviene: le due domande da farti

Il riscatto ha due effetti e vanno pesati separatamente.

Anticipa l'uscita? Gli anni riscattati valgono per tutti i requisiti contributivi. La pensione anticipata ordinaria richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, con una finestra di 3 mesi; la vecchiaia richiede 20 anni di contributi a 67 anni. Se il requisito che ti frena è quello contributivo, ogni anno riscattato è un anno di lavoro in meno: quattro anni di laurea possono voler dire quattro anni di stipendio sostituiti da quattro anni di pensione. Trovi le regole in pensione anticipata ordinaria 2026.

Aumenta l'assegno? Qui la differenza fra ordinario e agevolato è netta. Con l'ordinario il montante cresce di un importo legato allo stipendio; con l'agevolato cresce del costo fisso. In entrambi i casi il montante viene rivalutato ogni anno e, all'uscita, moltiplicato per il coefficiente di trasformazione della tua età, come spiegato in come si calcola la pensione.

Esempio. Riscatto agevolato di cinque anni pagato nel 2026: 31.033,20 €. Il montante contributivo cresce di 31.033,20 €, più la rivalutazione annuale legata al PIL che qui trascuriamo. All'uscita a 67 anni, con il coefficiente 5,608 % del biennio 2025-2026: 31.033,20 × 5,608 % = 1.740,34 € lordi l'anno, cioè 133,87 € lordi al mese per tredici mensilità. L'onere è deducibile: pagandolo in dieci anni di rate si deducono circa 3.103 € l'anno e, con un'aliquota marginale del 33 %, il risparmio IRPEF è di circa 1.024 € l'anno, 10.241 € in tutto; la spesa netta scende a circa 20.792 € e la si recupera in dodici anni di pensione, prima delle imposte sull'assegno. Se invece quei cinque anni ti fanno smettere di lavorare cinque anni prima, il conto cambia del tutto: cinque anni di pensione incassati in più.

La regola pratica: l'agevolato conviene a chi compra tempo, l'ordinario a chi ha stipendi medio-alti, è lontano dalla pensione e vuole un assegno più alto, sapendo che il costo è deducibile. Chi è già vicino ai 20 anni di contributi e andrà in pensione di vecchiaia per età, di solito, non ha motivo di riscattare: gli anni in più non spostano la data e aumentano l'assegno di poco.

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Come fare domanda e avere un preventivo senza impegno

Prima della domanda puoi usare il simulatore del riscatto di laurea sul sito INPS: inserisci gestione, anni di corso e retribuzione e ottieni una stima del costo, sia ordinario sia agevolato, senza registrarti e senza impegno.

La domanda vera si presenta online dal sito INPS, servizio "Riscatto di laurea", con SPID di secondo livello, CIE o CNS; in alternativa tramite un patronato o il Contact center. Ti serve un'autocertificazione del titolo con la durata legale del corso e le date di iscrizione e di laurea. Vale anche per i dipendenti pubblici, che fanno domanda alla gestione pubblica attraverso lo stesso portale.

L'INPS risponde con un provvedimento che indica l'onere e il piano di pagamento. A quel punto decidi tu: la domanda non ti vincola finché non paghi la prima rata o l'intero importo entro la scadenza indicata; se non paghi, la domanda decade senza conseguenze e potrai ripresentarla. I versamenti si fanno con gli avvisi di pagamento che trovi nel servizio.

Nota. Con il pagamento a rate (120 rate mensili al massimo, senza interessi) i periodi vengono accreditati man mano che paghi. Se la pensione decorre prima della fine del piano, il residuo va versato in unica soluzione, altrimenti l'INPS accredita solo i periodi corrispondenti alle rate pagate.

Prima di tutto controlla il tuo estratto conto contributivo: se negli anni di università risultano già contributi, anche pochi, il periodo riscattabile si riduce e con esso il costo.

Dal 2027 il costo dell'agevolato sale

Il minimale di artigiani e commercianti viene aggiornato ogni anno in base all'inflazione, e con lui il costo del riscatto agevolato, che fa riferimento al minimale in vigore nell'anno in cui presenti la domanda. La cifra del 2027 si conoscerà con la circolare INPS di inizio anno sui contributi degli artigiani e dei commercianti. Chi ha già deciso di riscattare ha quindi un motivo concreto per presentare la domanda entro il 2026: il costo resta quello di quest'anno anche se paghi a rate negli anni successivi.

Non è un motivo per correre senza i conteggi. L'ordine giusto è: estratto conto, simulazione, domanda, provvedimento, e solo allora il primo pagamento.

Fai i conti

Domande frequenti

Quanto costa riscattare la laurea nel 2026?

Con il riscatto agevolato 6.206,64 € per ogni anno di corso, cioè 31.033,20 € per un corso di cinque anni. Il costo è lo stesso per tutti perché è il 33 % del minimale contributivo di artigiani e commercianti (18.808 € nel 2026). Con il riscatto ordinario il costo dipende dalla tua retribuzione e lo calcola l'INPS caso per caso, dopo la domanda.

Posso usare il riscatto agevolato se ho contributi prima del 1996?

Per gli anni di studio collocati dal 1996 in avanti sì, perché quei periodi sono comunque calcolati con il contributivo. Per gli anni di studio precedenti devi chiedere che tutta la pensione sia calcolata con il sistema contributivo (opzione dell'art. 1, c. 23, legge 335/1995, riservata a chi aveva meno di diciotto anni di contributi a fine 1995 e ne ha almeno quindici, di cui cinque dal 1996). Così perdi la quota retributiva: fatti fare i due conteggi prima di decidere.

Il riscatto della laurea si può pagare a rate?

Sì: in unica soluzione oppure fino a 120 rate mensili senza interessi, con un importo minimo per rata fissato dall'INPS. Se vai in pensione prima di aver finito di pagare, il residuo va versato in unica soluzione. Puoi anche riscattare solo alcuni anni del corso, per spendere meno.

Riscattare la laurea conviene per andare in pensione prima?

Conviene se gli anni riscattati ti fanno raggiungere prima i 42 anni e 10 mesi di contributi (uomini) o i 41 anni e 10 mesi (donne) della pensione anticipata ordinaria, oppure i 20 anni della vecchiaia. Ogni anno riscattato è un anno di lavoro in meno da aspettare, se il requisito che ti frena è quello contributivo e non l'età. Controlla la tua posizione sull'estratto conto e fai una simulazione con l'INPS o un patronato.

Il riscatto agevolato fa aumentare la pensione?

Poco, perché i contributi accreditati sono calcolati sul minimale e non sul tuo stipendio. Il montante cresce dell'importo pagato, rivalutato ogni anno, e all'uscita viene trasformato in rendita con il coefficiente della tua età (a 67 anni vale 5,608 % nel biennio 2025-2026). Il vantaggio principale dell'agevolato è anticipare l'uscita, non alzare l'assegno.

Fonti

  1. D.lgs. 30 aprile 1997, n. 184, art. 2 — riscatto dei corsi universitari di studio: 120 rate senza interessi (c. 4-bis), detrazione del 19 per cento al familiare che paga per un inoccupato (c. 5-bis), riscatto agevolato (c. 5-quater) (22 ottobre 2026)
  2. D.l. 28 gennaio 2019, n. 4, art. 20 — riscatto agevolato della laurea (c. 6, che inserisce il comma 5-quater nell'art. 2 del d.lgs. 184/1997) e detrazione del 50 per cento riservata al riscatto dei periodi non coperti da contribuzione (c. 3) (22 ottobre 2026)
  3. INPS, circolare n. 14 del 9 febbraio 2026 — minimale di reddito degli artigiani e commercianti per il 2026 (18.808,00 euro), base di calcolo del riscatto agevolato (9 febbraio 2026)
  4. Agenzia delle Entrate, «Tutte le agevolazioni della dichiarazione» — i contributi di riscatto della laurea sono deducibili dal reddito complessivo (rigo E21); la detrazione del 50 per cento in cinque quote spetta solo alla pace contributiva (rigo E56, cod. 1) (22 ottobre 2026)
  5. Legge 8 agosto 1995, n. 335, art. 1, comma 23 — opzione per il calcolo contributivo (8 agosto 1995)