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Pensionati con lavoro autonomo: dichiarazione entro il 2 novembre

Chi ha una pensione soggetta al divieto parziale di cumulo deve dichiarare all'INPS i redditi da lavoro autonomo del 2025 entro lunedì 2 novembre 2026.

C'è una scadenza che riguarda solo una parte dei pensionati, ma per quella parte conta parecchio: entro il 2 novembre 2026 bisogna dichiarare all'INPS i redditi da lavoro autonomo guadagnati nel 2025. Lo ricorda il messaggio INPS n. 3281 del 15 ottobre 2026: la data coincide con il termine della dichiarazione dei redditi per il periodo d'imposta 2025, come vuole l'articolo 10, comma 4, del decreto legislativo 503/1992.

Chi deve dichiarare e chi no

L'obbligo riguarda chi ha una pensione con decorrenza entro il 2025 ed è soggetto al divieto parziale di cumulo con i redditi da lavoro autonomo: in pratica le pensioni di invalidità e gli assegni ordinari di invalidità dell'assicurazione generale obbligatoria e delle gestioni degli autonomi, e i trattamenti di inabilità della Gestione dipendenti pubblici.

Sono invece esclusi, perché il divieto non li tocca, i titolari di pensione di vecchiaia, quelli di pensione di anzianità e di prepensionamento, chi ha una pensione o un assegno di invalidità con decorrenza entro il 31 dicembre 1994 e chi ha una pensione liquidata con un'anzianità contributiva di almeno 40 anni. Sono la maggioranza: se ricevi la pensione di vecchiaia e continui a fatturare, non devi fare nulla.

Nota. C'è una soglia che salva molti degli altri. Chi ha una pensione o un assegno di invalidità e nel 2025 ha guadagnato da lavoro autonomo non più del trattamento minimo annuo di quell'anno — 7.844,20 € — non subisce alcuna trattenuta. Resta però il buon senso di dichiarare: è l'INPS a dover verificare che la soglia non sia stata superata.

Quando il divieto opera, non azzera nulla: la parte di pensione che supera il trattamento minimo è cumulabile al 70 % con i redditi da lavoro autonomo, e la trattenuta non può comunque superare il 30 % di quei redditi.

Come si presenta

La dichiarazione si invia online sul sito dell'INPS con SPID almeno di livello 2, CIE o CNS, dal servizio «RED Precompilato», scegliendo la campagna «Campagna RED 2026 anno reddito richiesto 2025». I redditi vanno indicati al netto dei contributi previdenziali e assistenziali e al lordo delle ritenute fiscali. Nello stesso passaggio va fatta anche la dichiarazione a preventivo per il 2026: serve all'INPS per calcolare le trattenute provvisorie dell'anno in corso, che verranno conguagliate nel 2027.

Attenzione. Chi omette la dichiarazione deve restituire una somma pari a un anno di pensione. Non è una multa simbolica, ed è prevista direttamente dalla legge.

Non cambia nulla, invece, per chi lavora da dipendente: lì la trattenuta la fa il datore di lavoro. E non cambia nulla per le regole di cumulo dei canali anticipati, che hanno limiti propri — per esempio Quota 103. Il quadro completo di che cosa si può fare con ciascun tipo di pensione è nella guida su lavorare da pensionato. Se hai dubbi sulla categoria della tua pensione, la lettera di liquidazione o un patronato tolgono l'incertezza in cinque minuti: meglio adesso che a dicembre.

Domande frequenti

Ho la pensione di vecchiaia e una partita IVA: devo dichiarare?

No. Dal 1° gennaio 2001 le pensioni di vecchiaia sono interamente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo e dipendente, qualunque sia l'anzianità contributiva usata per liquidarle. Lo stesso vale per le pensioni di anzianità e per i prepensionamenti, totalmente cumulabili dal 2009, e per le pensioni liquidate con almeno 40 anni di contributi.

Cosa succede se non presento la dichiarazione?

La legge prevede il versamento all'ente previdenziale di una somma pari all'importo annuo della pensione percepita nell'anno a cui la dichiarazione si riferisce, prelevata dalle rate di pensione. È la sanzione dell'articolo 10, comma 8-bis, del decreto legislativo 503/1992.

Devo dichiarare anche se il mio reddito non è cambiato?

Sì. L'INPS precisa che la dichiarazione a consuntivo va presentata anche da chi aveva già dichiarato a preventivo lo stesso importo, e che la dichiarazione a preventivo va presentata anche da chi non ha variazioni rispetto all'anno prima.

Fonti

  1. INPS, messaggio n. 3281 del 15 ottobre 2026 — Cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo. Dichiarazione reddituale (15 ottobre 2026)
  2. Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, art. 10 — disciplina del cumulo tra pensioni e redditi da lavoro (30 dicembre 1992)
  3. Legge 23 dicembre 2000, n. 388, art. 72 — cumulo tra pensione e reddito da lavoro (23 dicembre 2000)