Canone RAI sulla pensione: la domanda scade il 15 novembre
Con un reddito di pensione sotto i 18.000 euro si può chiedere all'INPS di pagare il canone in 11 rate trattenute sulla pensione. Domanda entro il 15 novembre.
Chi riceve una pensione e paga il canone RAI può chiedere all'INPS di versarlo a rate, trattenute direttamente sulla pensione invece che addebitate sulla bolletta della luce. La domanda per l'anno prossimo si presenta entro il 15 novembre 2026. Non è una scadenza di quest'anno soltanto: la scheda di servizio dell'Istituto fissa il termine al 15 novembre dell'anno precedente a quello in cui il canone si paga, e chi lo manca aspetta dodici mesi.
Chi può chiedere la rateizzazione
Serve la somma di tre condizioni. Essere titolari di una prestazione pensionistica o assistenziale dell'INPS; essere intestatari dell'abbonamento RAI; avere un reddito di pensione, nell'anno precedente a quello della domanda, inferiore a 18.000 €. Il requisito di reddito guarda solo la pensione, non il reddito complessivo, e si misura sull'anno prima: per una domanda presentata adesso conta il 2025.
Chi rientra ottiene la rateizzazione in 11 mensilità senza interessi. Le trattenute partono dal gennaio successivo alla domanda, quindi da gennaio 2027 per chi la presenta in questi giorni, e si leggono sul cedolino mese per mese.
Come si presenta
La via ordinaria è il servizio online dedicato sul sito dell'INPS, con SPID, CIE o CNS. In alternativa si può passare dal contact center dell'Istituto o da un patronato, che accede agli stessi servizi telematici. Il termine di legge per la risposta è quello ordinario dei trenta giorni.
Che cosa non cambia
Tre precisazioni, perché intorno al canone circolano equivoci.
La rateizzazione non è un'esenzione: il canone si paga per intero, solo in undici rate invece che in dieci quote in bolletta. Chi ha diritto a un'esenzione la deve chiedere all'Agenzia delle Entrate, che è l'amministrazione competente, e segue regole proprie.
È alternativa alla bolletta, non aggiuntiva. Dal 1° gennaio 2016 il canone si paga addebitato sulla fattura dell'energia elettrica per chi è titolare di un'utenza domestica (art. 1, commi 152 e seguenti, della legge 208/2015): la trattenuta sulla pensione sostituisce quell'addebito, e la domanda serve proprio a spostare il pagamento da un canale all'altro.
Il canone si paga una volta sola per abitazione, a prescindere da quanti televisori ci sono in casa.
Chi non presenta la domanda entro il 15 novembre non perde nulla e non deve fare niente: continuerà a pagare il canone in bolletta come prima, e potrà chiedere la rateizzazione sulla pensione l'anno prossimo, entro la stessa data.
L'importo del canone per il 2027 lo fissa la legge, e finché non c'è un atto pubblicato non lo scriviamo. Per il proprio caso — soprattutto per il requisito di reddito, che si misura sull'anno precedente — la verifica va fatta con l'INPS o con un patronato.
Fonti
- INPS, scheda servizio «Domanda per addebitare il canone RAI sulla pensione» — rateizzazione in 11 mensilità senza interessi, reddito di pensione dell'anno precedente inferiore a 18.000 euro, domanda entro il 15 novembre dell'anno precedente a quello del pagamento (29 maggio 2025)
- Legge 28 dicembre 2015, n. 208, art. 1, commi 152 e seguenti — addebito del canone RAI nella fattura dell'energia elettrica per i titolari di utenza (28 dicembre 2015)


